ROADBOOK & TRACCE GPS

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PALE ULTRA TRAIL (UTPA) 2019
54.0 km – 3200 metri (D+) – 9 giugno 2019

Video Ufficiale Evento

PALE ULTRA TRAIL (UTPA) 2018
53.4 km – 3190 metri (D+) – 10 giugno 2018

Video Ufficiale Evento

Pale Ultra trail 2019


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roadbook e tracce gps

Le tracce GPS della gara sono disponibili per lo scaricamento nei formati gpx e kml (utilizzare lo specifico bottone qui in basso).
Lo stesso dicasi per il road book in formato pdf (utilizzare lo specifico bottone qui in basso), oppure leggetevi con comodo il testo sottostante.
Il grafico altimetrico è invece disponibile per lo scaricamento in formato compresso .zip (utilizzare lo specifico bottone qui in basso).

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ROADBOOK della PALE ULTRA TRAIL (UTPA) 9 giugno 2019

Pale Ultra Trail 54 km, 3.200 mD+. Tempo limite per arrivare al traguardo 13 ore

La partenza della Pale Ultra Trail (UTPA) è dal prato del Parco Fluviale Hoffman di Foligno a quota 242 m s.l.m..

Il percorso di gara dirige verso il ponte tavolato che traversa il fiume Topino. Traversato il ponte il tracciato prosegue immediatamente a sinistra sulla pista pedonale sull’argine del fiume. In vista degli impianti sportivi della “C4” si scende sulla destra costeggiando gli impianti che rimangono a sinistra.

Si lasciano gli spazi degli impianti sportivi traversando via Sportella Marini fino ad arrivare, in meno di 200 metri, a un secondo piccolo parco cittadino. Si corre nel prato del parco. Giunti alla fine del parco si prosegue su via Sanzio per circa 200 metri (asfalto) fino a traversare viale Ancona, qui si supera il sottopasso della ferrovia.

Da qui la UTPA continua sulla pista pedonale per circa 300 metri fino a traversare via Campagnola. Siamo al chilometro 1,70. Inizia ora la salita verso il bosco dei Cappuccini. Prima il tracciato sale percorrendo una strada asfaltata periferica, taglia una curva in un uliveto e dopo meno di 300 metri si immette in una strada bianca, siamo al chilometro 2,45.

Dopo circa 300 metri di carrareccia si incontra un bivio, qui il percorso della UTPA prosegue sul sentiero di sinistra dove c’è una sbarra poco alta da terra e facilmente aggirabile. Siamo ora sul sentiero del bosco dei Cappuccini. Si esce dal bosco dopo circa un chilometro. Si traversa ora una strada asfaltata e si sale verso il piccolo paese di Serra Bassa.

Oltrepassato il paese il percorso di gara prosegue a destra (verso sud) e poi a un incrocio, dove c’è una piccola edicola votiva, sale a sinistra verso gli ulivi. Si percorre la pista forestale che all’inizio costeggia gli ulivi e poi il bosco. La salita è ripida ma corribile e lascia a sinistra una meravigliosa visuale sul fondo valle.

Al chilometro 5° incontriamo un bivio, il percorso segue sulla destra sempre in salita. In vista della torre di pertinenza dell’acquedotto occorre fare attenzione a una deviazione su singola traccia a sinistra con successiva e immediata deviazione a destra, comunque ben segnalata.

Siamo al chilometro 5,40 (568 m s.l.m.), il tracciato di gara prosegue lungo il sentiero immerso nella pineta dell’oasi di Sassovivo.

Al km 6,60 il percorso giunge all’imponente Abazia Benedettina di Santa Croce in Sassovivo, e prima di entrare nella lecceta secolare segue davanti all’eremo del Beato Alano (XI secolo).

Entrati nella meravigliosa lecceta secolare, seguendo il sentiero dei Monaci, la si percorre fino a incrociare un impluvio in ripida discesa da scendere come una giostra, qui un breve tratto è attrezzato con delle corde.

Il primo tratto dell’impluvio è abbastanza insidioso, occorre fare attenzione per alcuni salti in ripida pendenza, ma è comunque corribile. Si prosegue in discesa nella lecceta fino a incrociare un sentiero in piano da seguire verso sinistra.

Si torna poi a salire e al km 8,60 (566 ms.l.m.) si giunge alle Fonti Sassovivo. Qui c’è il primo Punto Ristoro, e l’acqua è quella minerale delle Fonti.

Lasciate le Fonti, dopo circa 100 metri di una piccola strada di asfalto si prosegue sulla sinistra in leggera salita in direzione dei “Tre Cancelli”, nome della pista forestale che si percorre fino al secondo tornante. Dal secondo tornante si stacca a sinistra la traccia che dovremo seguire. Dopo circa 800 metri la traccia antica nel bosco giunge a una carrareccia, che in breve conduce ai vecchi coltivi nella valletta a sud del Monte Aguzzo. Si prosegue fino a costeggiare una vecchia cava e si giunge in breve a un incrocio di strade bianche.

Occorre traversare in direzione est seguendo l’indicazione per Vallupo. Dopo appena 70 metri dall’incrocio incontriamo la cappellina della Maestà di Cancelli dove c’è anche una piccola fonte. Siamo al chilometro 13,30 (934 m s.l.m.).

Il periodo è quello della fioritura delle ginestre che incontreremo lungo la maggior parte del percorso di gara.

Lascita la cappellina della Maestà si prosegue verso la carrareccia di sinistra. Imboccata la carrareccia, dopo appena 20 metri, si prosegue per un sentiero in salita che si stacca sulla destra della stessa carrareccia. Si segue il sentiero a singola traccia per 300 metri. Questo confluisce in un sentiero più largo che seguiremo verso sinistra, e che traversa poi l’area di Matrolago, antichissimo insediamento agreste di cui rimangono pochissime tracce.

Arrivati a un piano avvallato sulla destra lo si traversa per arrivare a una pista forestale nel bosco. Qui può capitare di incrociare caprioli.

Si lascia la pista al chilometro 15,20 per deviare sulla destra verso un sentiero prima sassoso e poi erboso man mano che si sale verso la cima del monte Santo Stefano. Fate attenzione perché nei pressi della gobba della cima va lasciata la traccia principale per deviare in salita a destra verso la cima stessa, la traccia comunque è ben segnalata e conduce sul punto più elevato del percorso: monte Santo Stefano. La cima è al 16° chilometro di gara, 1.210 m s.l.m.

Siamo ora su pratoni sommitali, e quando si arriva sul monte Santo Stefano la veduta è spettacolare per tutto il circolo dell’orizzonte. Rimaniamo pressoché in quota fino al monte di Morro, qui, al chilometro 16,80, si inizia a scendere verso est.

Al termine del prato inizia una discesa insidiosa lungo un sentiero sconnesso e pietroso. Dopo 500 metri ne siamo fuori. Il sentiero confluisce in una mulattiera più ordinata. Poco più avanti la pista si allarga leggermente e in dei tratti di discesa diventa sassosa e sconnessa fino al paese di Morro. Qui si scende sulla piccola strada asfaltata e la si percorre per circa 150 metri fino ad incrociare sulla destra, nell’apertura del guardrail, un sentiero CAI in discesa.

Si segue il sentiero CAI che dopo 400 metri torna a incrociare la strada che sale al paese di Morro. La si traversa proseguendo sul sentiero in discesa. Dopo poco meno di 800 metri, al secondo tornante evidente del sentiero, si lascia questa traccia e si gira a destra verso un sentiero largo e erboso che giunge a un piazzale a prato sopra il Santuario della Madonna delle Grazie di Rasiglia. Qui c’è il secondo fornitissimo Punto Ristoro: prodotti tipici e quanto altro necessario per proseguire la gara.

Siamo al chilometro 20,20 e a 672 m .s.l.m.. Chi vuol ritagliarsi un minuto del tempo di gara può affacciarsi nella piccola chiesa con le pareti ricoperte da straordinari cicli di affreschi votivi del XV secolo. Si passa sotto al portico del Santuario e si scende immediatamente a sinistra per delle scalette su terra e legno arrivando a un piccolo parco di pertinenza del Santuario. Si traversa qui il fosso Terminara e poi la strada Sellanese per dirigere verso il fiume Menotre.

Si traversa il fiume Menotre su una stretta passerella senza corrimano, fate attenzione. Dopo la passerella si svolta a sinistra e si costeggia il fiume fino ad arrivare nei pressi del piccolo e straordinario borgo di Rasiglia.

Il 9 giugno a Rasiglia c’è una festa e il tracciato di gara necessariamente rimane fuori dal paese. Il paese medievale è ricco di sorgenti e grandi canali di acqua, oltre alla peschiera, un grandissimo vascone settecentesco di acqua sorgiva. Se non in questa occasione vi consigliamo comunque di tornarvi.

Dalla fine del sentiero lungo il fiume Menotre fino all’inizio del sentiero che conduce all’abitato di Ascolano occorre percorrere 300 metri di asfalto, in questo tratto ci sarà molta gente e i nostri volontari a guidarvi.

Lasciata Rasiglia il percorso della UTPA sale verso ovest lungo un sentiero largo nel bosco che in breve si apre su una vasta radura. Dopo circa 200 metri dall’uscita dal bosco fate attenzione alla deviazione da seguire lungo un sentiero a sinistra poco prima della Centralina, se arrivate all’edificio della Centralina avete sbagliato percorso.

Il tracciato si immerge di nuovo nel bosco e ne esce nei pressi di un letto di un piccolo torrente secco alla data della gara. Si prosegue nel letto sassoso del piccolo torrente asciutto. Al bivio successivo si prende a sinistra verso dei coltivi e in breve si giunge alla strada bianca che conduce all’antico abitato di Ascolano, qui è probabile che i pochi abitanti organizzino spontaneamente un piccolo ristoro.

Siamo al chilometro 22,60 e a 622 m s.l.m.. Da Ascolano si sale per un breve tratto lungo una mulattiera che si lascia dopo meno di 300 metri. A questo punto fate attenzione e prendete a destra in salita per un bel sentiero dai margini rialzarti. È un’antica traccia che abbiamo ripulito, il sentiero è detto “La Viscina”.

Dopo i primi tornanti la vegetazione fitta si apre solo per un breve tratto a sinistra, proprio sulla visuale dall’alto di Rasiglia. Il sentiero nel bosco ha delle svolte, sempre in salita. La traccia inizia a stringersi fino a diventare un sentiero a singola traccia. Questa è una delle parti più isolate del percorso di gara. Il sentiero è ancora a singola traccia, e nel breve tratto in piano arriva a una pozza (a sx) dove si abbeverano e fanno i “fanghi” gli animali del bosco.

Al chilometro 24,00 circa arriviamo a una piccola radura dove troviamo un incrocio di sentieri (825 m s.l.m.). La UTPA prosegue svoltando su quello a sinistra verso una larga traccia antica nel bosco. Per capire che sia quello il sentiero giusto dovrete vedere ogni tanto qualche grande pietra al bordo dello stesso sentiero. Il sentiero si innesta con una pista forestale che prosegue in breve nella pineta di Monte Ciovetella, castelliere di origini Umbre.

La pista sterrata rimane pressoché in piano, e quando si giunge a un tornante di una strada bianca (24,80 km) si devia a destra per un largo sentiero senza toccare la strada bianca. Si prosegue in direzione ovest-nord-ovest. Siamo in una radura e in breve ci immergiamo di nuovo nel bosco.

Al chilometro 25,20 circa inizia un vecchio sentiero con a monte tracce di un muretto di contenimento in pietra. Terminato questo sentiero (chilometro 25,50 circa), quando la traccia si immette in una pista più larga fate molta attenzione: il tracciato di gara prosegue in discesa nel bosco fino a traversare un fosso e non lungo la pista larga che dirige a sinistra. Comunque la deviazione sarà ben segnalata.

Risalendo dal fosso vedremo la piccola chiesa di San Nicolò poco lontana sulla sinistra. Saliamo ora per circa 70 metri su un terreno di scaglia grigia lasciando sempre a sinistra la chiesa. Una volta giunti al piano del prato su una traccia larga, si procede sulla destra verso l’agriturismo Borgo La Torre. In questo ambiente di origine tardo medievale è collocato il terzo Punto Ristoro.

Il passaggio del percorso di gara è proprio dentro la sala grande con pietra a vista dell’agriturismo dove è collocato il ristoro.

Siamo circa al chilometro 25,80 (926 m s.l.m.). Ripartendo da Borgo la Torre ci si immette nella strada bianca che dirige verso Acqua Santo Stefano e Cancelli. Al chilometro 28,80 il percorso di gara lascia la strada bianca per deviare sulla destra verso una radura, per poi proseguire in un bosco lungo un sentiero a singola traccia. Dopo 650 metri si passa al fianco di una vecchia fonte secca, e immediatamente dopo si traversa una strada bianca per proseguire su un sentiero stretto e ripido che sale al paese abbandonato di Cascito.

Arrivati al rudere della vecchia chiesa di san Valentino si devia a destra su prato verso il paese di Cascito, che si raggiunge percorrendo poi una strada bianca a tratti sconnessa. Arrivati a Cascito si lascia il paese sempre sulla sinistra e si prosegue per lo stradone che diventa in breve sentiero. Dopo meno di 200 metri la fine del paese si giunge a un incrocio. Qui si prende a sinistra per un comodo e largo sentiero che sale dolcemente.

Il sentiero in alcuni tratti è modellato nella roccia. In breve si arriva alla pineta a est del monte Aguzzo. Si prende a destra in piano. Si percorre il tratto di pineta dirigendo a nord-ovest. Il sentiero inizia a stringersi e a salire alla fine della pineta fino a diventare a traccia singola.

Arrivati a un valico (chilometro 31,50 circa, 1.021 m s.l.m.) si deve fare attenzione all’incrocio di tracce, occorre prendere la traccia di sinistra, qui c’è una freccia della segnaletica di gara e varie balise su paletti di legno a vista a sinistra. Da qui inizia la salita al monte Aguzzo, meraviglioso affaccio sulla valle Umbra.

Arrivati alla cima del monte si incontrano in successione due ometti di pietre, uno in particolare ha una piccola croce con nastrini e altri oggetti lasciati dagli escursionisti. Seguire sempre le balise fissate ai paletti di legno conficcati nel terreno.

Scendendo dalla cima del monte Aguzzo (chilometro 31,90, 1.097 m s.l.m.) si vede dall’alto l’Abbazia di Santa Croce in Sassovivo dove la gara è già passata.

A scendere lungo il crinale fate molta attenzione alle pietre nascoste sotto al falasco, qui il sentiero è abbastanza insidioso. Si scende fino ai margini del bosco e si segue sulla destra per un sentiero a singola traccia, è un’antica via che conduce al paese di Casale di Scopoli. Il sentiero termina innestandosi su una mulattiera che scende verso sinistra.

Dall’incrocio in meno di 200 metri vi troverete al quarto Punto Ristoro nella calorosa accoglienza degli abitanti di Casale. Terminata la mulattiera il circuito incontra la strada asfaltata per Casale, la si percorre per circa 150 metri e alla Maestà si gira a sinistra verso una strada bianca che in breve inizia a salire. Passata una radura di sommità si inizia a scendere nel bosco. La strada bianca diventa sentiero, e a un tornante al chilometro 35,70 (852 m s.l.m.) ci si trova a un affaccio panoramico verso valle, a est.

Il tornante gira a sinistra e scende in breve nel bosco. Il sentiero diventa a singola traccia e in ripida discesa. Poco prima di giungere al paese di Ponte Santa Lucia, dove è collocato il quinto Punto Ristoro, il sentiero è sassoso e in ripida discesa, fare attenzione.

Giunti alla chiesa del paese si prosegue costeggiando il fiume Menotre e poi si traversa la strada asfaltata per rientrare nella parte a monte del paese. Lasciato Ponte Santa Lucia (510 m s.l.m.) si percorre per 350 metri in salita una strada asfaltata. La si lascia seguendo le indicazioni per il sentiero Megalesia che inizia sulla sinistra in una galleria di vegetazione.

Il sentiero, dapprima largo, salendo nel bosco diventa a singola traccia. In breve si verticalizza, ci sono alcuni passaggi in cui vi sono delle corde ma senza insidie da rilevare. La salita fino alla cima del Sasso di Pale mette a dura prova anche le gambe più allenate.

Alla fine del primo tratto di salita il sentiero Megalesia vira a destra in piano, raggiunge dopo ancora una piccola salita uno sperone di roccia, e da lì scende leggermente fino a giungere a un incrocio di sentieri.

Il percorso della gara all’incrocio sale repentinamente sul sentiero di sinistra. Siamo sempre nel bosco fitto. Si sale fino a incrociare un sentiero in piano, lo si segue svoltando a sinistra. Si arriva in breve a una radura dove occorre fare attenzione a non perdere la traccia che rimane a sinistra della radura stessa. È tutto comunque ben segnalato con le balise.

Il sentiero torna nel bosco, prima in piano e poi in salita fino all’uscita dal bosco in vista della cima del Sasso di Pale. L’ultimo strappo di questo tratto è su sentiero a singola traccia con qualche roccetta.

Arrivati alla cima del Sasso di Pale siamo al chilometro 39,40 e alla quota 958 m s.l.m. Qui c’è un Punto Rifornimento Acqua. La cima del Sasso di Pale in passato è stata indagata e sono venuti alla luce i resti di un tempio di origini Umbre.

Dal punto panoramico della cima si scende tra alcune roccette fino alla strada bianca, e al primo tornante si devia per una traccia che scendendo taglia alcuni altri tornanti. Si arriva poi in breve a un prato in piano e si prosegue lungo un largo sentiero che mantiene la sinistra. Il sentiero inizia a salire per giungere a una radura. Qui è importante fare attenzione perché l’esile traccia del seguito del percorso di gara, comunque segnalata, è per un tratto confusa tra l’erba della radura, importante in questo punto ritrovarsi con la cima del Sasso di Pale alle spalle.

Dopo appena 100 metri siamo su un bellissimo sentiero naturale di scaglia rossa. Si scende fino ad arrivare alla fonte della Morrica, fonte mantenuta solo per gli animali da pascolo. Da qui si prosegue in discesa, solo per venti metri, sulla pista forestale, per poi deviare sulla sinistra per un tracciolino in ripida discesa sempre su scaglia rossa, occorre fare attenzione.

Il bel sentiero ora è a singola traccia e contornato da ginestre. Giunti a una curva della pista forestale la si segue per circa 300 metri fino a quando si individua un sentiero sulla sinistra che inizia con un piccolo salto.

Siamo sulla parte alta del Fosso delle Cucuruzze, preparatevi a godervi la discesa sempre rimanendo vigili alle insidie del percorso. Il primo tratto in discesa è veramente piacevole da correre, ci si aiuta nelle svolte facendo cerniera aggrappandosi alle piante. Qui è importante indossare i guanti, anche perché tra poco, nelle discese successive, ci sono delle corde per procedere in sicurezza nei tratti più sconnessi ed esposti.

Siamo in uno dei tratti più lunghi del percorso di gara classificato, da un punto di vista escursionistico, come EE (Escursionisti Esperti). Nel Fosso delle Cucuruzze occorre procedere con cautela, anche se chi lo conosce lo “corre” quasi tutto. Qui il percorso in discesa è molto tecnico e presenta piccoli ma insidiosi salti di roccia con alcuni brevi passaggi esposti. Questo richiede ai concorrenti un ottimo equilibrio e la capacità di sapersi muovere su terreni sconnessi e impervi con piccoli salti di roccia e scivoli detritici.

In questa parte di percorso non è semplice sorpassare, ma non è difficile scivolare, quindi attenzione all’effetto “birillo” se siete tallonati, o se state tallonando qualcuno. Per cui tenete sempre d’occhio il corridore avanti a voi e anche chi sopraggiunge alle spalle.

Il tracciato della UTPA continua deviando dal Fosso delle Cucuruzze verso destra all’altezza del settore di arrampicata chiamato “Tetti Australiani”, un ambiente arcaico e selvaggio. Qui si corre per un brevissimo tratto sotto le pareti strapiombanti. Fate attenzione a deviare immediatamente a sinistra dopo la strettoia creata da un grande masso sempre sulla sinistra.

Allontanandoci dalle pareti di roccia lungo il percorso troviamo ancora dei brevi tratti di sentiero in discesa attrezzati con corde, niente di complicato né pericoloso. Si traversa ora di nuovo il Fosso delle Cucuruzze, qui, buttando uno sguardo verso valle, vedrete lo spettacolo delle grandi lastronate di calcare che caratterizzano la parte bassa del Fosso.

Si risale per alcuni metri e si prosegue lungo uno stretto sentiero che in breve diventa scavato nella roccia. Il sentiero è tecnico e pieno di asperità, a tratti esposto, ma rimane pressoché in piano. Da qui il panorama si apre ancora sulla valle Umbra. Si giunge in breve alle scalette che conducono in salita all’eremo di Santa Maria Giacobbe.

Il tratto di sentiero su scalette e roccia che conduce all’Eremo si percorre sia in andata che al ritorno: il giro di boa dell’appendice è proprio all’Eremo. Qui è collocato un Punto Controllo e un Punto Rifornimento Acqua.

L’Eremo, ricavato in parte nella roccia, risale al 1200 anche se probabilmente si innesta su un preesistente insediamento precristiano. I vari affreschi sono collocabili tra il XIII° e il XVI° secolo.

Scendendo dall’Eremo, quando il sentiero inizia a spianare dopo le ultime scalette, si incontra una deviazione a gomito in discesa sulla destra. Questa deviazione porta in circa 700 metri a uno slargo da cui diparte sulla sinistra, proprio verso la colonia di gatti (vi guarderanno da vicino ma non si faranno accarezzare), un bellissimo sentiero che sale tra gli ulivi e si inerpica verso le meravigliose Cascate di Pale tra percorsi scavati nella roccia e deviazioni verso il fiume.

Il sentiero termina proprio al paese di Pale, siamo al chilometro 44,10 circa, e a 464 m s.l.m.. Qui l’accoglienza è sempre festosa e il ristoro è mitico. Si lascia il paese traversando una strada asfaltata per poi immettersi in un ripido sentiero sassoso. Anche se ci sono i volontari dell’Organizzazione fate sempre attenzione agli attraversamenti. Il sentiero che sale nel bosco, dopo poche centinaia di metri diventa ordinato e ben definito e a questo punto piacevolmente corribile.

Poco prima di una radura pianeggiante (Campo Lungo) fate attenzione, qui c’è una disgiunzione del percorso di gara della UTPA, che state percorrendo, con il percorso della gara breve STPA. Seguite sempre le indicazioni per la Pale Ultra Trail (UTPA) e andate tranquilli.

Alla radura con il toponimo Campo Lungo (chilometro 46,30 – quota 742 m s.l.m.) mantenete la destra e prendete per una traccia esile tra le ginestre in fiore: siete all’ultimo strappo in salita, breve ma a questo punto si farà sentire sulle gambe.

Dopo poche decine di metri si apre il panorama sul monte di Pale (Sasso di Pale) dove siete passati qualche chilometro fa. È finita la salita, e ora giù per poco meno di otto chilometri su sentieri tutti corribili. Siete ora su una traccia singola. In breve incrocerete una carrareccia che traverserete. Davanti a voi prosegue il sentiero nel bosco di lecci.

Quando arriverete a un’altra carrareccia siete al Passo delle Capre. Proprio in fronte a voi c’è il proseguo del percorso di gara che sale di qualche metro e poi di nuovo graduale discesa da correre divertendosi tra le strette anse nel bosco. Usciti dal bosco vi troverete al nodo di innesto dell’andata. Vedrete quindi di nuovo la torre dell’acquedotto che lascerete prima a sinistra e poi alle vostre spalle mentre scenderete per il largo sentiero verso il ritorno.

Dosate le energie rimaste, siete prossimi all’arrivo.